Vacanze spensierate? In Liguria si può

20170723_092429.jpgLuglio, tempo di vacanze, finalmente! Lo scorso venerdì ho terminato le riprese del documentario e ho pensato di prendere il largo e andarmene in Liguria, ad Alassio per rinfrancare lo spirito e lo stomaco.
Tra una passeggiata e l’altra ho appurato che questo incantevole luogo ha posto in essere le basi per rendere l’accessibilità un diritto ma anche una certezza. Sì, perché la disabilità non va in vacanza e se non ci sono le condizioni necessarie, trascorrere una giornata al mare con gli amici o la famiglia può trasformarsi in una vera e propria impresa. Per prima cosa posso dirvi che, molte spiagge libere di Alassio mettono a disposizione le sedie da mare per disabili che consentono di entrare in acqua da seduti nonché una sediolina per l’accompagnatore. Il tutto, ovviamente, gratis. Sia le spiagge libere che gli stabilimenti balneari ne sono provvisti senza contare che, all’entrata, un numero considerevole di stabilimenti ha affisso un cartello con il simbolo internazionale di accesso che garantisce la previsione di pedane per la discesa e servizi per i disabili.


Per la prima volta ho anche notato il pittogramma relativo alla visitabilità condizionata. Ciò vuol dire che, l’accessibilità del posto non è garantita al 100% ma, è previsto un campanello di chiamata e personale di aiuto che garantiscono l’accesso del disabile.
Di seguito l’articolo 5.7 del D.M n. 236/1989, un articolo la cui interpretazione lascia, talvolta, un certo margine di discrezionalità.

“Negli edifici, unità immobiliari o ambientali aperti al pubblico esistenti, che non vengano sottoposti a ristrutturazione e che non siano in tutto o in parte rispondenti ai criteri per l’accessibilità contenuti nel presente decreto, ma nei quali esista la possibilità di fruizione mediante personale di aiuto anche per le persone a ridotta o impedita capacità motoria, deve essere posto in prossimità dell’ingresso un apposito pulsante di chiamata al quale deve essere affiancato il simbolo internazionale di accessibilità di cui all’art.2 del D.P.R. 384/78”.

C’è da dire poi che, non tutti i lidi sono dotati di un bagno disabili e questo, molto spesso, è dovuto non tanto alla mancanza di sensibilità quanto alle ridotte dimensioni degli stabilimenti soprattutto per ciò che concerne le spiagge libere, più volte scherzosamente definiti fazzoletti di terra dagli autoctoni. In molti hanno quindi pensato di associarsi per assicurare i servizi basici. Un esempio è il porto di Alassio dove il bagno disabili con doccia inclusa è messo a disposizione per gli ospiti dei pescherecci grazie alla collaborazione di più imprenditori.

Ma non è tutto.

Anche i pescherecci che offrono vitto e alloggio hanno apposto il cartello di riconoscimento internazionale che indica l’accessibilità.
Quest’anno non ho ancora avuto modo di visitare le spiagge venete ma domenica prossima mi recherò a Jesolo per una giornata e sarà un’ottima occasione per verificare se anche la nostra Regione ha posto in essere gli stessi accorgimenti della Regione Liguria.
Ci tengo a precisare infine che nel 2016 la Consulta Regionale per la tutela dei diritti della persona handicappata ha elaborato la Guidamare che raccoglie informazioni in merito all’accessibilità degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere comprendendo anche informazioni in merito alla disponibilità di parcheggi disabili, rampe di accesso e servizi igienici.

Tra le località indicate non troviamo Alassio ma, posso assicurarvi che in questo paesino incastonato tra le verdi pendenze e il mare cristallino si sta adoperando per garantire l’inclusione e promuovere vacanze a prova di spensieratezza.
Concludo dicendo che, in Liguria ho avuto la conferma che tutto è possibile. Si parla spesso di barriere architettoniche in termini pessimistici arrivando ad affermare che, è così, non ci si può fare niente e che la necessità di tutelare i beni culturali e l’impervietà di alcune zone d’Italia limitano di fatto gli interventi e la creatività dei progettisti incaricati di garantire l’eliminazione delle barriere.

Se, anche il corridoio ligure, caratterizzato da agglomerati di lettini e pochi metri di battigia e spiagge ci sta riuscendo, allora, vuol dire che possiamo farcela anche in altre zone d’Italia.

Alessia

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