Questo è solo l’inizio: adesso tocca a voi.

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Questa mattina sono andata a registrare una breve intervista per un’emittente televisiva e, conversando con la giornalista, sono tornata indietro nel tempo e, più precisamente, alle origini del progetto.
Si è trattata di un’occasione per ripensare a come si è evoluto il nostro lavoro.
Due mesi fa abbiamo terminato le riprese e il montaggio e ho iniziato a pensare alla fase più difficile: la presentazione.
Sentivo che non bastava organizzare un evento ma soprattutto, non bastava fare passaparola tramite la stampa o i social perché non era questo ciò che ci interessava.
E così, ho stampato la lista di tutte le associazioni veronesi – passando dalla Consulta Disabili arrivando alla provincia – e ho inviato un’email  a tutti i rappresentanti chiedendo loro di incontrarmi.

E così è successo.

Dal 20 di agosto ad oggi, quasi tutte le sere dopo il lavoro, week-end esclusi, ho ritagliato un po’ di tempo per fare un viaggio nel mondo delle associazioni veronesi.

Sera dopo sera, ho incontrato i Presidenti e le Presidentesse, ho raccontato loro ciò che stavamo facendo e il nostro intento. Davanti a un caffè, un aperitivo, ascoltando un concerto in centro, mangiando un piatto di pasta, al telefono, o partecipando alle riunioni: sono sempre stata accolta con interesse e mi è stata data la possibilità di ascoltare le storie, gli obiettivi, le istanze delle persone che lavorano nel sociale o vi operano gratuitamente.

Un’opportunità che considero una fortuna, davvero.

Ho imparato cosa vuol dire leggere un sms con un sintetizzatore vocale, ho capito che non si mandano mai formati diversi dal pdf o doc se si vogliono inviare documenti per non vedenti.

Ho capito che il labiale è importante e ci si deve rivolgere sempre con il viso verso il proprio interlocutore se questo è un non udente, per permettergli di capirci.

Ho capito cosa vuol dire non riuscire ad accedere a un negozio, ho provato a immaginare cosa significa “la sabbia negli occhi”, e ho ascoltato la frustrazione di chi lotta ma anche l’entusiasmo di chi crede in un mondo senza barriere siano esse architettoniche o culturali.

Io li ho ascoltati.  Loro hanno ascoltato me. Noi ascolteremo loro il 27 settembre.

Ma non è tutto qui perché nei giorni scorsi siamo stati contattati dai rappresentanti dell’Ordine degli Ingegneri e dell’Ordine degli Architetti i quali hanno deciso di patrocinare l’evento così come ha deciso di fare il CSV di Verona.

Dulcis in fundo, l’Ordine degli Architetti ha deciso di riconoscere i crediti formativi professionali per gli architetti che parteciperanno all’evento.

Concludo rispondendo a una domanda che mi è stata posta più volte. In tanti, infatti, mi hanno chiesto perché il documentario si è limitato alle sole barriere architettoniche e solo al centro.
Perché questo è solo l’inizio.
Noi abbiamo messo in campo tutta la nostra passione. Ora tocca a voi.
Vi aspettiamo il 27 settembre.

Per scaricare la locandina in formato pdf cliccare sul seguente link: Locandina evento Vorrei ma non posso

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