Luciano Deotto, una vita al servizio degli altri

IMG-20171031-WA0005Belfiore, 27 ottobre 2017. Entro al Palasport in compagnia di Ilario e Adriano, due volontari dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) e, davanti a me, si stagliano più di 200 persone. Antonio Giordano, il Presidente di Aism Verona è il jolly della situazione: non si ferma un attimo e coordina gli spostamenti, il catering, i musicisti e i volontari. Mancano pochi minuti alle 20.00. I partecipanti si spostano a destra e sinistra in cerca di un posto in attesa di riuscire a compiere la loro missione: accogliere il Dottor Luciano Deotto, neurologo dell’Ospedale di Borgo Trento e festeggiarlo come merita.
Antonio Giordano afferra il microfono e invita tutti a fare silenzio. Come sempre, questo è un momento piuttosto difficile.

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Ricordo che, da bambina, in occasione delle feste a sorpresa, qualcosa andava sempre storto: il telefono che squillava, una tv che si accendeva magicamente, persone che starnutivano o qualche bambino che scorrazzava mettevano a dura prova gli organizzatori rompendo il silenzio dando seguito a un’ilarità generale.
E invece no. In men che non si dica, tutti i partecipanti salgono sugli spalti, si dispongono sui gradoni e attendono pazientemente l’arrivo del medico. Sono tante le persone venute qui per ringraziarlo e c’è addirittura chi arriva dalla Moldavia e dalla Puglia, da Firenze, dal lago d’Iseo un lungo viaggio che vale più di qualsiasi regalo. Eh sì perché Aism non si è limitata a organizzare i festeggiamenti in collaborazione con Fevoss La Luce di Belfiore ma ha anche raccolto una somma di denaro che sarà devoluta alla parrocchia dove Luciano Deotto ha prestato più volte servizio.

Luciano inizia a mangiarsi la foglia appena entra in palestra. Il grande cartello appeso al muro con su scritto “Grazie Luciano” è illuminato da un faretto. Lui è visibilmente provato e non riesce a muoversi mentre parte la musica del video che Tommaso, un volontario del gruppo Young Aism ha sapientemente montato la notte precedente. Antonio lo prende a braccetto e lo porta in mezzo alla sala; Luciano si lascia trasportare, l’emozione è tanta.

IMG-20171031-WA0009Il video mostra i volti delle famiglie, dei pazienti, degli amici che sono stati seguiti da lui in questi anni e, se per qualche minuto, il dottore riesce a mantenere un certo aplomb, poco dopo, scoppia in un pianto a dirotto che commuove tutti noi. Il video termina e il pubblico sventola i flyer simultaneamente, quei volantini con i quali è stato diffuso il verbo negli ultimi mesi di intenso lavoro volto a organizzare questa festa. Lui non si è accorto di nulla, e i volantini sono passati sotto il suo naso, tra le mani dei volontari, delle infermiere e dei pazienti mentre il dottore si apprestava a concludere il suo periodo di lavoro. “La pensione è solo l’inizio di un nuovo traguardo” recita il video di Tommaso e, di certo, il Dottor Deotto non poteva concludere meglio il suo periodo di servizio- più di 40 anni- attorniato dall’amore e dalla stima di coloro che hanno reso la sua vita un viaggio all’insegna della cura del prossimo.
“Ognuno di voi deve sentirsi amato da me”, afferma Deotto dopo aver ripreso fiato e dopo aver minacciato scherzosamente la famiglia che lo ha tenuto all’oscuro di tutto- e, anche se non faccio parte della schiera dei pazienti mi sento anche io amata da questo medico, così lontano dalle figure paternaliste e rigide tipiche del vecchio modo di fare medicina.
“Lui è un uomo che prima di visitarti ti chiede come stai, ma te lo chiede con il cuore, non si tratta di un pro forma, vuole saperlo davvero. Si ricorda le cose che gli racconti, ti guarda in faccia prima di visitarti perché lui sa che la salute passa soprattutto dal miglioramento della qualità della vita” spiega Antonio Giordano, suo paziente per diversi anni. Anche Irina, la mia vicina di banco lo elogia narrando episodi che hanno coinvolto se stessa ma anche il marito che attualmente vive in Moldavia.

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Mi viene da pensare ai film di Fantozzi, a quei momenti di finta convivialità durante i quali i colleghi festeggiavano altri colleghi prossimi alla pensione. Ricordo che, quando ero più giovane, m’infastidiva assistere a quelle scene, indubbiamente comiche ma anche amare, che permeavano indifferenza e disinteresse nei confronti di coloro che si apprestavano a uscire dal mondo del lavoro. Una pacca sulla spalla e un orologio per riassumere anni di servizio mi sembravano quasi un affronto.
Ma, assistere a un simile spettacolo, partecipare a questa festa, mi ha aiutato a rendermi conto che non è così per tutti e che se si fa del bene, questo poi si diffonde nell’aria coinvolgendo e spronando tutti noi a impegnarci per essere persone migliori.
In un mondo dove la cura dell’altro e la solidarietà hanno perso punti e chi è più furbo vince, chi ha più conoscenze arriva, chi ha pelo sullo stomaco schiaccia gli altri, c’è chi, ha deciso semplicemente di seminare amore. E, a giudicare dal risultato, ne ha raccolto davvero tanto.
Grazie Dottor Deotto, grazie ad Antonio Giordano ma, soprattutto, grazie ai ragazzi del gruppo Young.

Mi auguro che il vostro entusiasmo sia sempre l’ingrediente delle vostre vite.

Alessia Bottone

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